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7 morti di Game of Thrones che non potremo mai dimenticarci

Esiste una regola che ogni spettatore di Game of Thrones deve tenere bene a mente quando si approccia alla serie: non ci si deve mai affezionare a un personaggio, perché questo potrebbe morire da un momento all’altro, senza preavviso, e provocare un trauma.
In Game of Thrones, infatti, se un personaggio è amato dal pubblico e avrebbe potenziale da vendere non importa, non è indicativo del fatto che sopravviverà a oltranza; se la sua ora è arrivata non c’è nulla che tenga.

Le morti in Game of Thrones sono quindi qualcosa che ci si aspetta sempre ma al contempo non mancano mai di stupire. Alcune proprio per la loro epicità hanno fatto parlare i fan per mesi, se non anni. Il Washington Post, in vista della premiere della settima stagione, ha fatto un calcolo di tutte le morti avvenute nel corso delle sei stagioni di Game of Thrones: ben 1234. Ecco quelle che non potremo mai dimenticare, nemmeno a eoni dalla fine della serie:

1. Ned Stark

 

Come non iniziare da lui? Per i profani de Le Cronache del fuoco e del ghiaccio, il primo pensiero che sorge quando si fa la sua conoscenza nei primi episodi e si assiste alle sue interazioni con il Re Robert Baratheon è in molti casi “Ecco, lui deve finire sul trono di spade. Ci darà tante soddisfazioni nella serie”. Peccato che la sua permanenza in quel di Westeros duri solo 9 puntate, durante le quali viene condannato per alto tradimento e infine giustiziato per volere di Joffrey.
La scena della decapitazione è forse il primo momento in cui Game of Thrones afferra il cuore di ogni spettatore in un pugno e lo fa a brandelli, insieme alla morte di Khal Drogo; la presenza di Sansa e Arya al momento della morte di loro padre rende la scena ancora più straziante.

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